Renovation Tank

Un Teatro Oltre Il Teatro

Prende il via in formula weekend da Luglio il primo percorso di approfondimento in merito alle Prospettive e Strumenti per un Teatro oltre il Teatro, edito da ASGProduzioni sotto la direzione di Paolo Cacciato e inserito all’interno del progetto quadro “Renovation Tank”, il think tank culturale che si prefigge di offrire opportunità di rinnovamento dei modelli interpretativi e attuativi nel segmento dell’industria creativa, attraverso la creazione di una piattaforma partecipativa O2O (online to offline), basata sull’interdisciplinarità, il transferring skills e l’innovazione.

Il programma di formazione Un Teatro Oltre il Teatro, nasce con lo scopo di coinvolgere key-speakers provenienti dal mondo del Teatro, ma non solo, per valorizzare il dibattito della piattaforma sul tema del cambiamento per il mondo del performing arts, coinvolto nello specifico nelle accezioni di ideazione dei contenuti, spazio di svolgimento e modalità partecipative, configurazione strutturale della narrazione scenica, promozione e distribuzione commerciale, interazione con il pubblico e con gli stakeholders, correlazione professionale fra attori, tecnici e industria della cultura, prospettive internazionali di approccio e di cooperazione per la formulazione di nuovi linguaggi creativi.

Un teatro che risponde ad un’esigenza di comunicazione, di relazione, di cambiamento.

Teatro Oltre Teatro cover

Ogni emergenza reca in primo luogo il panico di una fine, il tramonto di un tempo. Ma siamo proprio sicuri che la cultura nella nostra società non abbia già prodotto un subdolo e aggressivo virus che ha attaccato la cultura e l’arte svuotandola dei loro valori umani, storici, etici, ed estetici?  Guardando distrattamente i programmi di stagione dei nostri teatri si va delineando la convinzione che si è posto nella scelta delle direzioni artistiche il  diviso audiovisivo degli interpreti( sia pure ottimi sotto il profilo professionale) ma trascurando l’alto significato dell’opera d’arte. Creando una sorta di ripetizione sempre uguale su tutto il territorio, stagione specchio una dell’altra , ma che non svolgono di certo quello che il teatro dovrebbe fare: interrogarci, porci dubbi, provare ad indicare una strada.

Proveremo a parlare qui di un teatro oltre. Perché oltre?
Oltre quello spazio prefissato, oltre le poltrone di velluto oltre il sipario e la quarta parete.
Parliamo di un insieme eterogeneo e interdisciplinare di metodologie di pratiche, un insieme di metodologie che dialogano tra di loro all’interno di un sistema molto più complesso di intersezione tra le arti. Un teatro che non si nutre solo di teatro, ma di arti visive, danza, musica ecc. Un teatro che prova a togliersi quella cappa di autoreferenzialità e cominci ad avere un approccio di collaborazione tra chi opera nel teatro e chi opera nell’ambito sociale o culturale. (Piera Rossi)
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L’approccio analitico sui temi elencati rientra nel pyramid-method introdotto dalla direzione scientifica come strumento di studio all’interno del RT al fine di accentuare il carisma altamente stimolante e interattivo su piani di comprensione eterogenei ma strettamente correlati. I moduli conseguono infatti una trattazione che parte da una visione globale, se vogliamo più olistica del concetto stesso di Teatro come esperienza e bisogno soggettivo (dimensione SUPRA) per convergere a piramide su sub-livelli più attinenti alla ideazione e creazione del contenuto (dimensione INTRA) se vogliamo vicina alla professione del regista, dell’attore e dello sceneggiatore, alla correlazione con discipline eterogenee ma valoriali ai fini di accentuazione di caratteristiche distintive sia del prodotto e del luogo dove questo è posizionato e realizzato (dimensione MESO), che dell’esperienza stessa di fruizione artistica (dimensione MICRO). Il programma prevede poi il coinvolgimento di un guest speaker internazionale che porrà termini comparativi attraverso strumenti ed esperienze sul change-system dell’industria creativa provenienti da un differente mercato / pubblico.

RT Supra

Al di là della profilo formativo che riteniamo di grande livello visto l’alta professionalità dei relatori, il progetto mira a consolidare online  un sistema rapido, egualitario, interconnesso e facilmente fruibile di nozioni in grado di sottendere una diffusione offline di attività rappresentative e operative della Piattaforma costituita non solo dai relatori ma anche dai partecipanti al programma di formazione, in una chiave di cooperazione progettuale e di dialogo intellettuale – professionale continuativo e distintivo per specifica caratterizzazione degli strumenti adottati.
Il percorso si terrà il venerdì (tardo pomeriggio / preserale) e sabato mattina (o primo pomeriggio in alternativa) ed è offerto a un contributo spese minimo fortemente sostenibile (solo per rimborsare la gestione dei materiali di studio preparati appositamente e in copia originale) a testimonianza della natura non profittuale del progetto nella caratterizzazione degli speakers coinvolti per fini di convinta adesione all’attività di cooperazione sul tema del rinnovamento dell’industria creativa.

 

A seguire il profilo degli speaker e titolo degli interventi

 

Piera Rossi, nel Teatro del 1985 da quando Carlo Rivolta accettò la sfida di aprire il Teatro alle Vigne a Lodi. Ha fondato la cooperativa “Amici del Teatro Alle Vigne” di cui è stata presidente dal 1985 al 1998. Nel 1995 inizia la collaborazione con il maestro Italo Gomez, sovrintendente al Teatro la Fenice di Venezia e fondatore del festival internazionale “Autunno Musicale” di Como, del comitato Culture dei Mari e del Canto Delle Pietre. Ha collaborato con l’Orchestra Mozart di Bologna, la Arturo Toscanini a Parma, Federazione CEMAT di Roma, l’Orchestra del Friuli Venezia Giulia. Nel teatro di prosa ha collaborato con Accademia perduta di Bagnacavallo (RA), Teatro Sociale di Como,  Teatro Comunale di Noto (SR), Teatro Arsenale di Milano e in numerose compagnie e produzioni teatrali; dal 2015 al 2018 è stata Direttore del Teatro alle Vigne di Lodi. Vanta un’esperienza iniziata nel settore tecnico organizzativo, passando per la regia teatrale e musicale arricchita da esperienze di drammaturgia e direzione artistica.

Intervento dal Titolo: Il Teatro come Partecipazionegli attori hanno assoluto bisogno della verifica del pubblico per puntualizzare la loro parte. RT SupraDevono sentire le reazioni per misurare gli effetti e trovare le pause, Lo spettacolo respira con il pubblico, trova i suoi ritmi insieme agli spettatori. In fondo sono proprio loro, gli spettatori, a dare l’ultimo tocco di regia. Cinque parole chiave per definire il teatro oltre, che andremo poi a spiegare nell’intervento: Fuoriposto – Indisciplina – Trasgressione – Gioco – Vulnerabilità. Un teatro capace di uscire dalle proprie mura e in grado di dialogare un teatro che sa tornare all’innocenza al dialogo vero con il pubblico.Un teatro che compie anche un atto politico, un atto di verità; in modo tale da poter guardare più lucidamente il mondo orientandolo verso un futuro migliore.Questo mi piacerebbe possa fare un teatro oltre e questa credo possa essere la sua grande scommessa in un tempo presente, in un tempo in cui la vulnerabilità non è più solo qualcosa che appartiene a qualcuno, ma qualche cosa che appartiene a tutti. (dimensione SUPRA)

Elisa Pistis,  attrice e autrice di vari testi teatrali. Laureata in Beni culturali all’Università di Cagliari, si diploma come attrice all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine e si forma come autrice frequentando il Master di Drammaturgia e Sceneggiatura della Silvio D’Amico di Roma.Lavora sia come freelance scrivendo e mettendo in scena i propri progetti, sia collaborando con diverse compagnie in Italia.È interprete, doppiatrice e autrice per la RAI e lavora per alcune case editrici per la registrazione di audiolibri.Negli ultimi due anni sta girando l’Italia con una rielaborazione tutta al femminile di Mistero Buffo di Dario Fo, che ha portato fino in Giappone; partendo da questo progetto, è stata chiamata a partecipare ad un TEDxWomen a Zurigo nel dicembre 2019.

Intervento dal Titolo: Dal supporto dei classici alla scoperta della propria voce” – La rivisitazione dei classici e “il coraggio” di confrontarsi con le grandi opere della tradizione, incentrando il discorso soprattutto sulla questione di genere, prendendo spunto dal suo lavoro di confronto con la più importante e famosa opera di Dario Fo, della quale Elisa ha messo in piedi una rielaborazione al femminile. Si parlerà dunque di come sia possibile ribaltare un certo tipo di materiale rispetto al contesto in cui è nato e rispetto all’autore, trovare nuove chiavi creando un’opera nuova e che ritrovi slancio e vitalità , senza venire schiacciati dal confronto con i grandi Maestri, che sono comunque punti di riferimento dai quali partire per sviluppare la propria ricerca artistica. RT IntraDa qui il secondo modulo sarà incentrato sul lavoro più “puro” di drammaturgia e sceneggiatura, della scrittura artistica sempre legata però alla messinscena; ci si concentrerà inoltre sul ruolo del drammaturgo, dall’ideazione allo sviluppo del testo fino alla messinscena, riportando anche quelle esperienze in cui l’autrice ha consegnato e affidato i suoi testi a delle compagnie che lo mettessero in scena, accettando di vedere uno spettacolo molto diverso da quello che si è scritto o che si immaginava nella fase di creazione. (dimensione INTRA)

Matteo Curatella – in arte Le Mat è Cantastorie, Narratore, Attore, Musicista, Clown, Drammaturgo, Formatore Teatrale e Artista di Strada. Ama dedicarsi a diverse discipline teatrali come il teatro di strada, di prosa, il circo e il teatro di figura. L’amore per la vita, l’arte, la curiosità, la meraviglia e gli incontri sono il motore che lo spingono nella sua ricerca artistica. Artista eclettico, lavora nei teatri, circhi, piazze, strade ovunque ci sia qualcuno che voglia ascoltare una storia. Socio Fondatore e co-promotore di Teatro Bandito, progetto performativo che raccoglie teatranti indipendenti coinvolti nella realizzazione di un’arena portatile, per portare il Teatro nei luoghi dove il Teatro non c’è.

Intervento dal Titolo: Improvvisazione e sensibilità nel Teatro affinché diventi Comunità anche nel cambiamento.  Il mestiere del teatrante indipendente, la formazione, la specializzazione nell’arte del racconto, quanto la preparazione e l’improvvisazione  siano elementi complementari e forse estremamente sensibili nel percepire il tema del cambiamento (sociale e di conseguenza artistico). RT IntraLa parte teorica è rafforzata dalla casistica concreta del progetto Teatro Bandito, che diventa non solo arena sociale nell’accogliere strumenti e stimoli di altri teatranti indipendenti, ma anche infrastruttura mobile, rappresentata da un’ arena portatile per portare il teatro nei luoghi dove il teatro non c’è, realizzando un’ambizione artistica che veda nella creatività e nella cultura la realizzazione dell’ideale di comunità. (dimensione INTRA)

Mauro Mariani – Biologo con una lunga esperienza di insegnamento nella scuola media inferiore e superiore. Nel 1988 è Direttore dell’Acquario Civico e Stazione Idrobiologica di
Milano. Nel 2006 insieme agli architetti (Luigi Guffanti e Piero De Amicis)
conclude la ristrutturazione del citato Museo. Nel 2008 viene nominato Coordinatore del Polo dei Musei scientifici di Milano (Acquario Civico, Museo di Storia naturale e Civico Planetario) Dal 2010 ne assume la Direzione. Ha compiuto e compie ricerche biologiche sia nelle acque interne sia in mare. Ha tenuto corsi per l’Università Statale
di Milano Facoltà di Scienze Ambientali, Facoltà di Biologia (Corso di
Ecologia), Regione Lombardia. È stato Direttore responsabile della rivista
scientifica specialistica: “Quaderni della Civica Stazione Idrobiologica di
Milano”. È stato Direttore della Biblioteca specialistica dell’Acquario Civico di Milano. Ha fondato il Gruppo di studi “Storico-naturalistici” e il Gruppo di studio “Agoraie”,
ambedue, della Società Italiana di Scienze Naturali. Presidente dell’Associazione Culturale AmAMi con sede a Milano dal 2014. Tiene il corso “Storia della Scienza” (2019/2020) e ha tenuto il corso(nel 2017/2018) “La Scienza e la Fotografia” all’Università della terza età Milano Host presso il Museo dei Martinit e Stelline a Milano. Fotografo, ha partecipato a diverse mostre fotografiche inserite in circuiti nazionali ed internazionali, Pubblica su Vogue diversi scatti fotografici Partecipa ad eventi di contenuto sia scientifico che artistico per conto della Associazione AmAMi, Regione Lombardia, Comune di Milano, Università degli studi di Milano.

Intervento dal Titolo: Fotografia e Teatro – Il Metalinguaggio  La comunicazione attraverso il mezzo fotografico (analogica, digitale, computerizzata AI), quali sono i linguaggi e quali prospettive per una conoscenza più approfondita del metalinguaggio delle immagini. Come generarle a secondo del fine che si vuole ottenere. RT MesoCompaiono sul palcoscenico dei metalinguaggi ed è necessario che il metalinguaggio della fotografia coincida e interpreti in modo corretto ciò che si rappresenta. Sviluppare una conoscenza dei linguaggi e degli usi della fotografia analogica e digitale e computerizzata nell’ambito artistico. (dimensione MESO)

Annalisa Banzi, Ph.D. in Interazioni umane: psicologia dei consumi, comportamento e comunicazione. Storica dell’arte e ricercatrice presso il CESPEB dell’Università degli Studi Milano-Bicocca.Ha una specializzazione interdisciplinare in museologia, psicologia e neuroscienze per migliorare la divulgazione dei contenuti museali. Nell’ambito dell’attività didattica universitaria ha progettato e realizzato esperienze legate alla fruizione e all’esperienza museale. Autrice di numerose pubblicazioni sul tema e Associate Editor per la rivista The International Journal of the Inclusive Museum – Common Ground Publishing.

Intervento dal Titolo: Il teatro e la narrazione come forme di comunicazione nel museo (Dimensione Meso – MICRO)RT Micro

 

 

Krzysztof Popiolek  special international speaker – Laureato all’Accademia Nazionale delle Arti e Teatro di Cracovia, direttore teatrale, autore e curatore del New Forms of Theatre project in Varsavia.
Come regista ha collaborato con The Slowacki Theatre in Cracovia, The Jaracz Theatre in Olsztyn, Daugavpils Teātris in Latvia, The Jewish Theatre in Varsavia The Polish Theatre in Bielsko-Biala or the Kana Theatre Center in Szczecin. La sia ultima produzione è stata anche presentata al  X-Cai Theatre in Tokyo. Ha adattato per il teatro la letteratura di  Svetlana Alexievich, Etgar Keret, Fyodor Dostoevsky and Iwan Bunin. Dal 2014 al 2016 è assistente ricercato della National Academy of Theatre Arts in Cracovia. E’ stato premiato con  Audience Award per la migliore direzione al TopOffFestival 2019 in Polonia.

Intervento del titolo (MasterClass in english) Hybrid Theatre. Change of Reality – Change of Optics: The grammatical structure of the world and the mechanics of its interactions are changing. This requires careful observation and appropriate response. We are once again on the threshold of something new, which we do not know yet, but what in time will be slowly unfolded. Perturbations of reality – in order to be observed – require a new opening, a synthetic mind and optics change as a consequence. We have been pushed towards technological acceleration. Which medium is today most accurately
reflecting the changes taking place in the world? Which medium helps us understand the complexity of surroundings? Cinema, literature, theatre, fine arts, music, virtual reality or another? The most interesting is what is happening at the borders: trash, broken, hybrid narratives. Compilations, mosaics, fragments. Question about a form is always asking for a subject, which in turn is asking for a reason. So we can not talk about form without asking ourselves for the reason why do we meet. RT ExtraNo matter whether we do it online or in reality.
What does the theatre have to offer in this situation? How can it defend itself against becoming museum? Or maybe it is not about theatre anymore? As Jerzy Grotowski said: I don’t know if this [what I practice] should be called a theatre. I don’t care
what anyone calls it, why does it matter?What will be the new forms of theatre? In fact it is a question: what new forms of theatre are needed? Or: do we still need a theatre? Do we need a new one?
(dimensione EXTRA)

Paolo Cacciato – sinologo e nippologo, manager accreditato IMIT (Italian Managers for International Trade) di cui è socio fondatore, libero professionista e imprenditore nel mondo della consulenza manageriale e di internazionalizzazione di impresa; affianca alla professione di docente universitario ed executive manager, la passione per il mondo dell’arte e della cultura. Già coordinatore di ACT Agency, agenzia di comunicazione specializzata su Arte e Spettacolo e membro del comitato scientifico della Fondazione Luciana Matalon, inaugura all’interno di Asian Studies Group, Centro Studi che presiede, l’attività di ASGProduzioni, divisione dedicata all’ideazione, produzione e distribuzione di contenuti artistici e teatrali. Con questa, nel 2018 per la regia Fushikaden vince il IX premio Internazionale Teatro Nudo Teresa Pomodoro.  Nel 2019 inaugura il format creativo Milano Genius per la promozione all’estero della creatività  Made in Milano in collaborazione con IIC Osaka e sviluppa l’attività di management per attori, cantautori, musicisti e artisti contemporanei fra Europa e Asia.

Coordinamento Scientifico del Progetto

Ideazione e Conduzione pyramid method per l’industria creativa.

Per partecipare al programma e ricevere maggiori informazioni si invita alla compilazione del seguente form

 

 

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