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Meccanismo Jukebox, virtu’ che coinvolge giovani professionalità e pubblico e parla di riqualificazione urbana attraverso la creatività

È stato presentato lo scorso 19 aprile, in libreria IBS a Bergamo, il nuovo progetto creativo firmato spazio FaSe ed Unesco. 
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“Meccanismo Jukebox”, che debutterà il 4 maggio in prima nazionale tra i colonnati dell’ex Cartiera Paolo Pigna, in una coproduzione ASGProduzioni e Teatro Nuovo di Bergamo, ha preso vita grazie alle parole di
ANDREINI (regia e direzione creativa) SUL PROGETTO: “ Premesso che Il nostro non è uno spettacolo, ma una creazione. Poi; Il perché del fare scegliere la fiaba alla gente? Semplice. In un’epoca in cui l’arte performativa perde di credibilità perché ritenuta “Poco vera”, “lontana dal vero” abbiamo deciso di far rincontrare pubblico e performer. Lo faranno nella dimensione del non sapere.
Sì, abbiamo quattro storie pronte e solo una verrà raccontata. Nessun segreto, nessuna finzione, solo uno stare. Stare insieme.
Ci lavoriamo da due anni, abbiamo viaggiato alla ricerca delle versioni più radicali delle fiabe. Ora è tempo di restituire la nostra avventura”
ANDREINI, UN PROGETTO A PROVA DI COMUNICAZIONE: “Tutto parte da un lavoro semiotico. Dalla ricerca di nuove modalità di racconto. Abbiamo spesso affiancato questa creazione/evento a “racconto storie”, una delle nostre battaglie a favore di quest’ultime. Per noi ricercare risposte nella gente, nelle
dinamiche comunicative è fondamentale. Proponiamo creazioni e al contempo ci chiediamo il perché del nostro mestiere, della figura del regista, dell’attore, della lingua”
FASE: “È un progetto nato anche per riqualificare alcune aree di uno spazio bellissimo. L’Unesco italiano ha sposato questo progetto per questo. Per la prima volta all’ex cartiera pigna arriva l’arte performaitva. Con il supporto di Fondazione Asm e Unesco infatti porteremo la creazione in diversi spazi d’Europa. Partendo dal territorio e dalla comunità di Alzano. Alla quale teniamo molto”
IL TEAM: abbiamo lavorato in 15 giovani professionisti del settore creativo/progettuale. Il gruppo ha recentemente incontrato il parlamento Europeo in occasione di un ciclo di incontri su Europa creativa. Siamo fieri di essere in tanti, di essere partiti da Bergamo.
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ASGProduzioni, nell’intervento di Kevin Carrara in rappresentanza della direzione di produzione: Siamo rimasti folgorati dalla prospettiva narrativa meta-teatrale che questo progetto rappresenta nonché entusiasti di supportare un gruppo di giovani professionisti in un’iniziativa che valutiamo non solo d’avanguardia ma anche provocatoria nella riflessione su pubblico-arte intesa anche come dissacrazione del rapporto quasi reverenziale fra palco – platea. In un’epoca dove la social influence condiziona format culturali e media troviamo importante far riflettere, attraverso questo meccanismo, sulla dinamiche che capovolgono l’interazione spettatore – attore.
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Regia e direzione creativa di Luca Andreini
Con Elisa Giorgio e Valentina Ghelfi
Sonorizzazione di Iside
Visual artist Maria Saporito
Illuminismi di Lorenzo Polimeno
Sound engineer Rossano Pasinetti
Set designer Sara Rizzi e Giulia Mazzoleni
Development Omar Oueslati
Direttore di produzione Paolo Cacciato
Segreteria di produzione Federico Mocati
ACT Agency Milano,  agenzia di comunicazione ufficiale co-finanziata da Asian Studies Group Italia, nelle attività prodotte da ASGproduzioni, ha da sempre rivolto particolare attenzione a progetti che sostengano principi di inclusione giovanile in termini di valorizzazione delle professionalità, così come nell’interesse per creazioni che abbiano attinenza a temi di internazionalità partendo da Europa come terreno di stimolo e di partecipazione (cfr la neoproduzione EUphonia seguita da ACT in diverse tappe performative in Italia e a Bruxelles) fino a Milano Genius 2019 che, in corso d’opera, valorizza creatività da Milano su Osaka in un percorso eterogeneo che abbraccia arte, design, musica e teatro.
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Quando il marketing è incontro…

Mi occupo di marketing di prodotto e riqualificazione brand nei processi di internazionalizzazione di impresa all’estero da dieci anni, con un’attenzione fortissima alla tematica della diversity di target (operando principalmente sui mercati asiatici) nonché della relativa necessità di conversione e adattamento che coinvolgono non solo elementi fondanti di produzione e annessa comunicazione commerciale bensì logiche di corporate governance e di capitale umano relazionato nelle dinamiche di sviluppo commerciale su tali mercati.

Data la particolare attenzione a tematiche di cross culture e delle relative interferenze sui modelli strategici del marketing d’impresa, ho sempre di più realizzato che al di là dell’adozione di strumenti moderni e avvincenti in grado di rappresentare, al passo con le necessità di informazione, la giusta metodologia di trasmissione di contenuti e di valori legati alla logica di posizionato dei miei clienti, ho capito che al di là del tecnicismo e dell’eterogeneità dei livelli di adozione (marketing analitico, strategico, operativo sia esso tradizionale che guerilla, socialmedia, etc) la sempre più importante frontiera del neuro-marketing o marketing psicologico sottende ad un elemento univoco e basilare, fondamentale per trasmettere immagini, concetti, valori, stimoli in grado di sostenere il posizionamento di un operatore rispetto ad altri o il consolidamento di una awareness già definita così come cristallizzare in ottica di vantaggio l’identità di un brand sugli altri: sto parlando dell’incontro.

Empathy

La società dei consumi d’oggi vive una condizione di esubero di informazioni su ogni fronte e il tema della selezione e della funzionalità che sottende a questa sono di primaria importanza. Impossibile sperare di divenire oggetto di selezione della propria posizione (sia essa commerciale o meno) da parte dell’indistinto e ormai globalizzato target-market se si ignora il valore dell’incontro accanto alla necessità di veicolarlo ad analisi statistiche in grado di canalizzarne portata e reazione.

Per meglio comprendere la portata che l’incontro ha, come caratteristica primigenia per un’efficace azione di marketing, mi è stata d’aiuto la proiezione di questo in un mondo che da sempre mi appassiona e che in un certo qual modo, riassume il sottile ruolo che la comunicazione ha nell’azione di marketing: il teatro.

L’attore in mimesi con il progetto narrativo o performativo selezionato è lo strumento che crea un incontro estetico fortissimo e, pertanto, fatto di parole, concetti, valori ma anche movimenti, luci, suoni, silenzi in grado di emozionare il pubblico e avvicinarlo alla comprensione di un messaggio.

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the concept of education of children.the generation of knowledge

La trasmissione di quel messaggio, che si eleva con leggerezza meta linguistica in una conversione di parametri interpretativi che è lasciata a ben altro che alla parola, perfino su terre straniere dove idioma è diverso,  è assolutamente più forte di qualsivoglia comunicazione monoveicolata sia essa digitale, visiva, narrativa etc. Il teatro se consapevole del pubblico e se costruito su questa attenzione è strumento in grado di incontrare con assoluta forza il pubblico e di commuoverlo. Non sta a chi muove l’incontro prevedere con certezza se questo sarà gradito, sconvolgente, illuminante, istruttivo o deludente.  Ma è indubbio che nell’atto di performare vi è un testing di mercato che solo un attore può realizzare attraverso la propria arte.

Lasciando il piano emozionale e ripensando alla casistica professionale è indubbio però che i casi di successo (dove l’analisi SWOT si è vista rafforzata nei punti di valore e alleggerita senza gravosità nei propri punti di debolezza) sono proprio quelli in cui l’analisi di marketing consuetudinaria lascia spazio ad un marketing operativo e di contenuto che non siano solo claim ma che producano, nella linea strategica, un incontro fatto di emotività, intimità, sistema valori. 

In questa agenzia che mi trovo come nuova sfida a dirigere, è indubbio che vedo nell’Arte, Cultura e Talento strumenti di eccezionale portata per costruire un progetto di comunicazione e marketing in grado di realizzare, al di là del necessario livello tecnico- comparativo di analisi preliminare, questo incontro, come il monologo di un attore di fronte al proprio pubblico, in grado di risuonare unicum nel posizionare elementi distintivi che andranno a contornare la definizione di una linea strategica, di brand’s identity così come di product’s value per i nostri assistiti.

Se poi l’incontro è costruito in una prospettiva mutuale dove la relazione del marketing prevede anche una reazione, in una sorta di marketing della restituzione, ci troviamo di fronte ad uno scenario estremamente utile e stimolante per i nostri assistiti: il social commerce. Un fenomeno che rappresenta l’evoluzione della tendenza di mercato e che viene a rappresentare una condizione in cui il destinatario dell’azione di marketing risponde, interagisce e ancor prima di scegliere diffonde la propria necessità, il proprio bisogno influenzando con forza l’adattamento di prodotto, comunicazione e distribuzione e rendendo il dialogo palcoscenico-pubblico allo stesso livello in una sorta di incontro alla pari dove l’attore invita il pubblico a costruire la sceneggiatura…

In un dinamismo di tale portata, il nostro ruolo di marketing experts deve essere pro-attivo e osmotico, pronto all’azione multi-disciplinare. Ecco perché abbiamo deciso di essere ACT agency.

Paolo Cacciato

Direzione Strategica Commerciale Act Agency Milano